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Aleksandra Przegalińska | Rossi S.r.l.
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Aleksandra Przegalińska

Storie di successo al femminile: Aleksandra Przegalińska.

Vicerettore e Professore associato all’Università di Kozminski.

Aleksandra Przegalińska è nota a livello internazionale per essere un’esperta di Intelligenza artificiale (IA) ed è un’icona della leadership femminile nella comunità scientifica polacca. Concentrata sulle nuove tecnologie, sulla crescita tecnologica sostenibile e sugli studi sui media. Così come su teorie relative a sistemi/organizzazioni, ha conseguito un dottorato di ricerca in Filosofia dell’IA. Inoltre è stata ricercatrice presso il Center of Collective Intelligence del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston ed è in procinto di assumere il ruolo di ricercatrice senior di Harvard. Come professore associato e vicerettore dell’Università di Kozminski, attualmente sta effettuando ricerche sui bot e sulle tecnologie wearable.

Di seguito riportiamo l’intervista a Aleksandra Przegalińska.

Quali sono i fattori che L’hanno aiutata ad arrivare dove è oggi?
Determinazione e passione, ovviamente, sono importanti in qualsiasi carriera si voglia perseguire. Se sai qual è il tuo vero interesse, metti la tua mente nelle condizioni necessarie per raggiungerlo. Ma onestamente penso che le persone che incontri e con cui lavori siano il fattore principale. Sono stata molto fortunata a incontrare consulenti accademici straordinari, sia uomini che donne, che mi hanno guidato attraverso la mia carriera e hanno aiutato a trasformare le mie idee in progetti e metodi di ricerca. Sono anche fortunata a lavorare con collaboratori con diversi interessi di ricerca–insieme al Professor Dariusz Jemielniak abbiamo scritto Collaborative Societ, recentemente pubblicato dalla MIT Press. La chiave è far parte di una squadra e cogliere il momento giusto per l’ispirazione e la motivazione reciproca.

 

Perché favorire l’empowerment femminile è così importante?
Al giorno d’oggi, nel XXI Secolo, l’innovazione e la tecnologia ci stanno offrendo opportunità senza precedenti, ma anche molte sfide e minacce. Da un lato, la tecnologia creerà nuovi ed entusiasmanti posti di lavoro sia per le donne che per gli uomini. Penso che il nostro futuro tecnologico debba nascere da voci diverse, che dovremmo tenere conto di svariate prospettive e differenti punti di vista nella progettazione e nell’implementazione delle nuove idee. Questo ci permetterà di democratizzare la tecnologia e anche, speriamo, di evitare qualche grosso sbaglio.

 

Si è sentita supportata da modelli femminili o da altre persone durante il Suo percorso professionale?
Sì, molto. Ho avuto la fortuna di lavorare con ricercatrici estremamente competenti, ma anche molto collaborative, come Rosalind Picard, e imprenditrici come Ginni Rommetty, che mi ispira come role model. Questo mi ha particolarmente sorpreso nel campo della tecnologia, che per tradizione è considerato prevalentemente maschile. Grazie alla possibilità di osservare queste persone all’opera, lavorando con alcune di loro e seguendo le loro ricerche, ho capito che quando ti poni un obiettivo alla fine prima o poi lo raggiungi.

 

In alcuni campi servono ancora misure speciali per ottenere la parità dei sessi. Come stanno le cose nel Suo campo? Pensa che sia più difficile, come donna, essere presa sul serio nel settore della ricerca, soprattutto per quanto riguarda l’IA?
È vero che ci sono molte meno donne che uomini che lavorano nel campo dell’IA. Questa tendenza è molto preoccupante, specialmente se si guarda a cosa succede una volta completato il processo di istruzione e le donne iniziano il loro percorso professionale. Molte di loro abbandonano le proprie attività di sviluppo di hardware e software a causa dei team a prevalenza maschile a cui non sentono di appartenere, nonostante le loro capacità intellettuali e le giuste competenze. Spero che in futuro questa situazione cambi.

 

Quanto è importante un network valido, soprattutto per le donne?
Penso che una rete di supporto, sia all’interno che all’esterno delle organizzazioni, sia una componente chiave per il successo sia individuale che collettivo. È un’opportunità per entrare in contatto, fornire e ricevere ispirazioni, nonché costruire alleanze. Chi fa parte di un network femminile, solitamente, riconosce come queste reti possano essere utilizzate per contribuire sia a raggiungere i propri obiettivi che quelli strategici della loro organizzazione.